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Borse Internazionali, gli USA assorbono le attenzioni di inizio 2017

La prima settimana di negoziazioni sui mercati finanziari internazionali è andata in archivio e, con essa, una chiara certezza: gli Stati Uniti continuano ad assorbire tutte le principali attenzioni, e gli occhi degli investitori sembrano essere puntati su quel che accade all’interno dei confini del territorio statunitense.

Dopo la pubblicazione dei verbali della Federal Reserve, e dopo l’annuncio dei dati sull’occupazione statunitense, le cose si faranno certamente più chiare. Nell’attesa, però, venerdì i mercati hanno chiuso con un pò di prudenza: in una seduta con scambi particolarmente ridotti, Milano è riuscita comunque a chiudere in rialzo dello 0,26 per cento, facendo meglio di Parigi (+ 0,18 per cento), Francoforte (+ 0,1 per cento) e Londra (+ 0,11 per cento), comunque tutte positive.

A questo punto, bisognerà comprendere come si evolveranno i prossimi giorni che, contrariamente a quanto avvenuto nella scorsa settimana, riusciranno a inglobare gli effetti di quanto diramato nei verbali Fed e, ulteriormente, quanto emerge nel mercato del lavoro statunitense, dove i segnali emersi sono stati di natura mista: le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono infatti scese ai minimi degli ultimi 43 anni, ma nel settore privato a dicembre sono comunque stati creati meno posti del previsto.

Intuibilmente, la principale incognita, a partire dal 20 gennaio, sarà comunque legata al neo presidente statunitense: sia sufficiente ricordare come le recenti mosse di Trump abbimo di fatto appesantito il listino giapponese. Merito (o colpa, a seconda di come la si veda) di un tweet del nuovo presidente americano, secondo cui sarebbe da escludere che Toyota possa esportare negli Stati Uniti senza alti dazi le auto Corolla che il gruppo giapponese vorrebbe produrre nel nuovo impianto messicano, a partire dal 2019.

Per quanto concerne gli altri dati evolutivi da tenere sotto controllo, lo spread tra Btp e Bund si chiude a quota 167,5 punti, in lieve flessione rispetto ai giorni scorsi. Sul fronte delle materie prime, il petrolio tratta sotto i 54 dollari al barile, mentre l’oro quota intorno a 1.175 dollari l’oncia, anch’esso in lieve flessione. L’unica materia prima in rialzo è invece l’alluminio.

Vedremo, nei prossimi giorni, quale sarà l’evoluzione dei settori interessati.

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