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Borsa di Milano chiude la settimana in buon rialzo

Borsa Italiana ha chiuso la settimana con una buona sessione finale, che ha permesso all’indice FTSE MIB di guadagnare l’1,87 per cento a quota 19.514,54 punti, facendo così meglio di Londra (+ 0,62 per cento), Parigi (+ 1,20 per cento), Francoforte (+ 0,94 per cento).

Le piazze finanziarie cercano così di spazzar via le debolezze degli ultimi giorni, e porre i buoni presupposti per poter ripartire nella prossima settimana. Al centro delle attenzioni vi è naturalmente il gruppo FCA, in netto rialzo dopo le sgradite notizie legate all’indagine dell’EPA sulle emissioni dei motori diesel.

Sul mercato valutario, chiude in rialzo l’euro sul dollaro, sopra quota 1,06. La moneta unica viene premiata da un’improvvisa (lieve) debolezza della valuta verde, che a sua volta paga la scarsità di dettagli delle misure annunciate dal presidente eletto Donald Trump sulle future scelte economiche nella sua prima conferenza stampa.

Lo spread Btp – Bund è in leggero calo: il differenziale tra i titoli di Stato decennali italiani e gli equivalenti tedeschi è infatti pari a 156 punti base, con un rendimento dei titoli del Tesoro dell’1,9 per cento sul mercato secondario.

Spostandoci al mercato delle materie prime, notiamo come l’oro abbia perso qualche posizione, ma riesca comunque a chiudere la settimana su livelli massimi degli ultimi due mesi: il metallo è così scambiato a 1.192 dollari l’oncia sui mercati asiatici.

A proposito di oro, secondo un rapporto recente di Citigroup, è possibile che il prezzo del lingotto possa scendere a 1.100 dollari l’oncia nei prossimi mesi. Quotazioni del petrolio in rialzo anche sul finire della settimana, con guadagno dello 0,14 per cento sul Brent a 56,09 dollari la barile, e dello 0,11 per cento sul Wti che sale a 53,07 dollari al barile.

In ambito macroeconomico, infine, rileviamo come secondo Confindustria la produzione industriale italiana è calata dello 0,4 per cento nel mese di dicembre, su base mensile, facendo crescere nel complesso del 2016 l’attività dell’1,4 per cento annuo, in accelerazione rispetto all’1,1 per cento del 2015. Negli USA, invece, vendite al dettaglio in aumento dello 0,6 per cento a dicemre, e prezzi alla produzione in rialzo dello 0,3 per cento. Sotto le attese l’indice di fiducia dei consumatori formulato dall’Università del Michigan.

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